Upcycling: che cos’è e quali sono le sue origini

L’upcycling è un trend nato come fenomeno di nicchia, ma nel corso del tempo si è diffuso anche tra le aziende che utilizzano prodotti di scarto, tessuti e oggetti destinati a essere buttati.
Upcycling: che cos’è e quali sono le sue origini

Upcycling, letteralmente significa “riciclare meglio” o “recupero migliorativo”, riciclare rendendo l’oggetto migliore del precedente, quindi un  processo di trasformazione di materiali di scarto e prodotti inutili o indesiderati in nuovi oggetti di maggiore qualità, a cui viene attribuito un valore artistico o ambientale. Lo scopo è dare nuova vita a oggetti già creati. L’upcycling, nel settore moda, si diffonde soprattutto tra i giovani stilisti e designer di tutto il mondo perché l’attenzione all’ecosistema è di importanza globale.

Oggi il riutilizzo creativo è diventato una necessità per salvaguardare il pianeta, perché il ridotto impatto ambientale è frutto di un minore dispendio di risorse energetiche e di inquinamento. 

Questo termine nasce nel cuore dell’Europa, precisamente in Olanda, dove nel 1963 la Heineken presenta il primo oggetto derivato dall’upcycling con la campagna Wobo (World Bottle).
L’upcycling non è solo una pratica di produzione, ma anche un modo per sensibilizzare le persone sull’importanza del riciclo e della riduzione dei rifiuti.

Differenza tra upcycling e recycling

Upcycling e recycling sono utilizzati spesso come sinonimi ma in realtà, sono due concetti completamente differenti, il primo è un processo che dà una nuova vita a un oggetto senza che questo subisca un’ulteriore lavorazione. Attraverso la creatività, la fantasia e una buona dose di buon gusto, si possono realizzare degli oggetti che diventeranno dei pezzi unici.

Nel recycling, i componenti di un oggetto, per essere impiegati nuovamente, necessitano di un processo di conversione. Per questo motivo, è fondamentale il ruolo della ricerca scientifica che, in alcuni casi, consente di poter ripetere questo processo all’infinito.

Il recycling, quindi, mira a creare nuovi materiali a partire da quelli esistenti, l’upcycling mira a valorizzare e rinnovare i materiali senza scomporli completamente. Entrambi questi approcci sono importanti nella riduzione degli sprechi e nella promozione della sostenibilità, ma differiscono nel modo in cui trattano e trasformano i materiali di scarto.

Interrogarsi sul significato dei termini legati all’ambito della sostenibilità porta a riflettere sui processi produttivi e sui materiali che stanno alla base di quello che scegliamo di acquistare.

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