PFAS e moda: tutto quello che c’è da sapere

L'impatto dei PFAS sull'industria tessile.
Moda e PFAS tutto quello che c'è da sapere

Cosa sono i PFAS?

PFAS che sta per sostanze perfluoroalchiliche, ovvero molecole organiche caratterizzate dal fatto di avere la maggior parte degli atomi di idrogeno sostituiti da atomi di fluoro. La presenza di legami carbonio-fluoro conferisce loro importanti caratteristiche fisico-chimiche come la repellenza ad acqua e grassi, la stabilità termica e la tensioattività che le rendono molto utili, in un ampio campo di applicazioni industriali, soprattutto in tantissimi prodotti di uso quotidiano, tipo i tessuti impermeabili, ma anche pentole, carta da forno e cosmetici.

Esistono ben oltre 12 mila tipi di PFAS che purtroppo rimangono nell’ambiente, nel corpo umano e possono essere assorbiti anche attraverso la pelle, causando diversi tipi di malattie: tumore ai reni, malattie della tiroide, ipertensione in gravidanza, colite ulcerosa, aumento del colesterolo e molte altre.

Attraverso anche le ultime indagini condotte da Greenpeace, è stato constatato che perfino le acque reflue sono contaminate da PFAS e gli stessi si trovano anche negli alimenti, nell’acqua potabile, nel sangue del corpo umano ed in molti oggetti di uso quotidiano, come ad esempio, nella comune carta da toilette. La regione italiana più colpita è il Veneto.

Concentrandoci nel settore moda, è stato constatato che i PFAS hanno un impatto importante poiché vengono utilizzati in vari tessuti per conferire loro proprietà idrorepellenti e anti-macchia. Si possono, infatti, trovare in giacche impermeabili, scarpe da trekking, pantaloni da sci e altri capi di abbigliamento tecnico o sportivo.

I brand di moda li utilizzano?

Alcune aziende di moda hanno già adottato politiche volte a ridurre l’uso di PFAS nei loro prodotti o a cercare alternative più sicure e sostenibili. Nel 2021 VF Corporation ha sottolineato che mira a rimuovere PFAS, formaldeide, ritardanti di fiamma, metalli pesanti, composti organici volatili (VOC) e ftalati limitati, dai prodotti entro il 2025. Dal 2022,  sei stati degli Stati Uniti, inclusa la California, hanno implementato leggi che impongono alle aziende di segnalare il proprio utilizzo di PFAS. A partire dal 1° gennaio 2025, infatti, la California vieterà la produzione, la vendita e la distribuzione di prodotti tessili contenenti livelli di PFAS superiori a 100 parti per milione (ppm), limite attualmente  ritenuto non sicuro, infatti a partire dal 2027 sarà dimezzato a 50 ppm.

Ci sono però realtà come Vaude, fornitore sostenibile per l’outdoor, che si è impegnato a togliere i PFAS dai suoi capi, infatti, ha ricevuto due volte il Premio tedesco per la sostenibilità 2024, riconoscimento conferito all’azienda più sostenibile nel settore tessile per il suo impegno nei confronti di una  catena di fornitura rispettosa nei confronti dell’ambiente. Vaude, grazie alla sua tecnologia in poliuretano, è riuscita ad ottenere un effetto idrorepellente molto naturale paragonabile a tanti piccoli alberi sopra al tessuto che, grazie alle loro foglie, trattengono l’acqua.

In Italia manca ancor un divieto per i PFAS, a tutela di salute e ambiente. Proprio per questo, nonostante nella maggior parte dei settori industriali esistano da anni alternative più sicure a queste sostanze, le aziende continuano a utilizzarli, in quanto sicuramente più economico, continuando così a danneggiare la nostra salute oltre che l’ambiente

Cosa possiamo fare noi consumatori e cosa possiamo chiedere ai brand?

È necessario per noi consumatori acquistare ed utilizzare marchi che siano conformi alla sicurezza del prodotto, con l’aiuto di organizzazioni come Oeko-Tex o Bluesign. Queste stabiliscono i limiti di sostanze in ogni capo di abbigliamento,  in base a normative internazionali.

Ci sono però realtà che, purtroppo, continuano a utilizzarli, continuando a danneggiare la nostra salute oltre che a inquinare. Cosa possiamo chiedere ai brand? Sicuramente una soluzione è quella di tracciare la filiera, perché anche nei tessuti che non hanno determinati requisiti in cui dovrebbero essere usati i PFAS ci potrebbe essere. Solo attraverso una collaborazione di tutti, istituzioni comprese, possiamo risolvere questo problema, proteggendo così il pianeta e le generazioni future.

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